Eugenio Montale , nato a Genova nel 1896. Tra i massimi rappresentanti della poesia italiana del Novecento, già dalla prima raccolta Ossi di seppia fissò i termini di una poetica del negativo e del "male di vivere". E andando nel sole che abbaglia sentire con triste meraviglia com’è tutta la vita e il suo travaglio in questo seguitare una muraglia che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia. Quasi settantenne concede questa splendida e storica intervista al giornalista Pio De Berti Gambini, nello studio di casa sua a Milano. Pacato e ironico si racconta. Figlio di commercianti, cresce in una famiglia di amanti della letteratura. Lentamente si appassiona anche lui alla poesia, alla pittura e alle lingue straniere fino alla piena esplosione nei suoi vent'anni e la conseguente, viva partecipazione nei circoli letterari dell'epoca. Grandi nomi l'hanno ispirato e accompagnato da Camillo Sbarbaro , il grande amico che visse in miseria, a Adriano Grande . Ricordiamo...